23 settembre 2015

Scuola: i filati

per aiutarvi a fare chiarezza su:
i filati


I FILATI
 

Grandezza del filato: specifici per l'uncinetto, vanno dal n°3 (più spesso, grosso) al n°60 (sottilissimo e adatto ai pizzi più ricercati e, naturalmente, di valore).
 Filati ritorti: più un filato sarà "ritorto" (per capirci, girato su sé stesso), più sarà migliore per lavorare all'uncinetto.
Filati mercerizzati: sono i filati chimicamente trattati per migliorare due aspetti del filato, ovvero la sua elasticità e la sua lucentezza. Un filato mercerizzato sarà quindi più elastico e lucente di un filato non mercerizzato. La dicitura "mercerizzato" si trova sull'etichetta di giascun singolo gomitolo. Questo tipo di filato è adatto per realizzare pizzi e motivi intrecciati.



 Filati più comuni: cotone, cordonetto, lana, acrilico (e tutti i loro derivati).

Filati naturali con base di lino:si utlizzano per ottenere un effetto crespo.

Filati perlé: molto brillanti, donano un effetto "mosso", movimentato, a tutto il lavaoro.


Filati di seta, viscosa e lurex: sono filati molto particolari da vavorare all'uncinetto. Tra questi tre tipi, il lurex è lunico che tende ad incresparsi essendo un filo più rigido. Si tratta, comunque, di filati abbastanza costosi e che donano al manufatto un certo movimento, quindi sono sconsigliati per chi è alle prime armi.

Filati fantasia: si lavorano con punti semplici; il rischio è di creare "confusione" nel lavore. Sono sconsigliati ai principianti perchè non rendono immediatamente visibili gli errori che si possono commettere più facilemnte all'inizio.

Atri filati: cordoncino, rafia, fili di pelle o similpelle o ecopelle, metalli sottili tipo ottone, argento, acciaio, ecc. Tutto ciò che ha una forma di filo (o potete ricondurre a tale forma) è lavorabile con l'uncinetto, basta scatenare la fantasia! Anche questi filati (non regolari nella dimensione) sono sconsigliati a chi è alle prime armi in quanto sono più difficoltosi da lavorare, possono nascondere delle insidie (che nel lavoro terminato si traducono facilmente in inestetismi), possono essere molto delicati (e rompersi facilmente) e sono generalmente più costosi di filati normali.

Attenzione!
Nei filati in gomitoli è sempre necessario saper leggere l'etichetta sulla quale saranno riportate (di solito) le seguenti informazioni:
1) lo spessore del filato
2) quale uncinetto utilizzare (numero). 
Per l'utilizzo di matasse (che sul mercato si trovano ad un costo minore rispetto ai gomitoli), l'unica avvertenza è che (specialmente le prime volte) la matassa, prima di essere utilizzata, va risotta a gomitolo... con notevole dispendio di tempo per chi non è abituato alle matasse. Ma non c'è da perdersi d'animo! Se si prende male il filo della matassa e, nel vero senso della parola, si perde, al massimo vi troverete a risolvere il seguente indovinello: "come si sono formati così tanti nodi in così poco spazio?" Sappiate che una risposta all'indovinello ancora non c'è...!





 

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